pilotadelladomenica
Mar 11, 07 - 11:53 PM
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Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
stasera ho visitato il sito della marina e ho visto che ricordava i 30 anni dalla tragedia di Monte Serra, quando un C130 AMI si schiantò su un monte con 38 allievi dell'Accademia Navale di Livorno a bordo.
Ho letto la lista dei nomi delle povere vittime e mi ha attratto uno di loro, con lo stesso cognome di un ufficiale che avevo conosciuto quando ero in servizio.
Una breve ricerca con google per vedere se si trattava di un parente...
non ho trovato ciò che cercavo ma casualmente sono approdato a questo link:
calunnia o verità?
dove si racconta brevemente una terribile storia di occultamenti, doppi lavori, pressapochismi, finiti nella tragica morte di 38 ragazzi e dei loro accompagnatori.
Nel 1977 ero un ragazzo e ricordo solo vagamente del disastro. Dopo non ne avevo mai più letto nulla, fino a stasera.
Ma questo che dice il sito è una terribile e infame calunnia o è un tragico spaccato di questa nostra povera Italia e di una delle sue Forze Armate ? |
A. Bella
Mar 12th, 2007 - 12:02 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sig. pilotadelladomenica, avevo già aperto una discussione dedicata al 3 marzo 2007: Monte Serra, trent’anni dopo .
Saluti |
Berlin99

Mar 12th, 2007 - 12:05 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Io sono dell'idea che si sia trattato solo di un tragico incidente.
Rispetto e approvo la volontà di fare chiarezza su episodi tragici come lo può essere un velivolo che si schianta, ma ho l'impressione che in Italia tutto si tinga di nero, che ci sia la naturale tendenza ad immaginare un po' troppo.
Non era il primo C-130 a cadere.
Preferisco fa riposare in pace le vittime e non abbracciare ipotesi "complottistico/revisioniste".
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pilotadelladomenica
Mar 12th, 2007 - 12:13 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sig. Bella, mi era sfuggito il suo thread che ricordava la tragica ricorrenza, altrimenti mi ci sarei agganciato. Lascio ovviamente all'editore la decisione di cancellare o meno questo.
Devo dire che ho aperto questo discorso combattuto nell'animo. Non amo neanch'io le teorie del complotto però in questo caso c'è un signore con nome e cognome, ex capitano AMI, che fa accuse precise e circostanziate, che sinceramente mi hanno un po' scosso. |
marob

Mar 12th, 2007 - 10:57 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Dopo aver letto ( con non poche difficoltà, visto lo stile pesante e retorico ) quanto riportato al link sopracitato, io personalmente non ho capito quale sarebbe il punto focale dell'accusa. A parte il fatto che forse un membro dell'equipaggio facesse il rappresentante di profumi, e che "ancor piu forse" l'allora staff della 46 sapesse tale "ignobile" comportamento e avesse coperto la cosa.
Che forse c'era una incresciosa scorrettezza "formale" nella situazione addestrativa di uno dei membri dell'equipaggio.
OK mettiamo sia tutto vero, e allora ?
Forse c'era anche una storia di sesso clandestino, ma cosa c'entra tutto questo con l'incidente del Vega 10 ? Pensate veramente che la commissione d'inchiesta abbia omesso o peggio cambiato alcuna delle sue considerazioni sull'incidente per coprire questa serie di stupidate ?
Il C130 non è un C150, c'è un lavoro di equipaggio alle spalle, una catena di eventi ha determinato un terribile incidente, non certo le "abominevoli degenerazioni del sistema" di cui si favoleggia.
Torniamo al solito, a pensare male si fa peccato, ma quasi sempre si coglie nel segno, però meglio se le crisi di coscienza vengono dopo, molto dopo gli avvenimenti, magari quando si è già in pensione...
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insospeso
Mar 12th, 2007 - 11:56 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Relativamente al link segnalato credo sia importante segnalare che l'ex Cap.pil. Ciancarella è stato radiato dall'Aeronautica Militare.
E' nota la sua attività politica nell'ambiente militare, chi è stato nel 1975/76 alla 46^ Aerobrigata ben si ricorderà i fatti ivi accaduti.
Oltre che sull'incidente del Monte Serra l'ex Capitano è anche "depositario" della verità su Ustica, come evidenziato su numerose fonti in rete (potete fare ricerche con il "motore").
Non faccio commenti ognuno è libero di leggere e trarre le sue conclusioni in merito. |
pilotadelladomenica
Mar 12th, 2007 - 10:09 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
da quello che ho capito, concordo con la critica alla verbosità, la scorrettezza ventilata sull'addestramento sarebbe stata tutto meno che formale e direttamente attinente con l'incidente. E la prima preoccupazione del responsabile della base, dopo il terribile incidente con tante giovani vittime, sarebbe stata quella di far sparire le tracce della "leggerezza" finita così tragicamente.
Tutto ciò sarebbe stato sintomo di una incredibile cultura dell'approssimazione e dell'irresponsabilità, foriera in aeronautica (e in aviazione civile) inevitabilmente di innumerevoli lutti.
Il quadro che ne esce fuori non è da paese civile.
Ma spero con voi che l'ex capitano sia solo un mitomane. Se così è mi meraviglia però che non fiocchino le querele. |
insospeso
Mar 13th, 2007 - 9:41 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Tanti anni dopo Monte Serra un G-222 della 46^ cadde sulle prime propaggini dell'Appennino al confine fra le provincie di Prato e Pistoia.
Impattò pochi metri sotto il crinale causa le alture invisibili per una densa nebbia, su una rotta usuale nell'attività addestrativa.
Più o meno una situazione simile alla precedente, forse anche un errore umano purtroppo sempre presente.
Credo che le dietrologie della tragedia del Monte Serra nascano da quegli anni bui nella 46^ Aerobrigata.
1977: eravamo in anni eversivi, Pisa era fra centri più noti della sinistra estrema, qualcosa entrò anche in aeroporto, quale fosse la propaganda (che tendeva a metter gli uni contro gli altri Ufficiali e Sottufficiali) ve lo lascio immaginare.
Io ricondurrei a quel clima.
Il fatto che un Ufficiale pilota sia stato radiato credo la dica lunga. |
KrazyKotik

Mar 13th, 2007 - 10:15 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sono solidale con il sig. insospeso. Monte Serra è stata una pagina triste, dove la fatalità ha colpito in modo brutale tante famiglie; ogni tentativo di infangarla con dietrologie e "si dice" - non supportati da fatti - mi fa sentire odore d'infamia. Chi parla in materia dovrebbe addurre prove, non chiacchiere da salotto o raccolte sul web...
Saluti
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pilotadelladomenica
Mar 14th, 2007 - 12:30 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sig. KK, ma c'è l'ha con me quando parla di chiacchiere raccolte sul web?
Io ho posto un argomento dato che qualcuno si è permesso di pubblicare (e quindi non di "chiacchierarne") quelle infamanti accuse.
L'intervento del Sig. Insopeso, evidentemente competente su quello che racconta, mi ha soddisfatto pienamente. Mi resta il dubbio sul perchè certe infamanti accuse (e ho cercato di spiegare perchè siano infamanti, forse non evidente per chi è fuori dai tecnicismi del mondo aeronautico) non muovano reazioni giudiziarie da parte di chi è attaccato. Voglia di non sollevare polveroni inutili? Ci posso anche stare.
Invece il suo intervento sig. KK mi sa un po' di censura anche se sicuramente non voluta dato che anch'io di fronte a tal tragedia abbasso la voce. Io stesso in un altro thread nel quale si discute animatamente dei mille o cento fucilati a Cefalonia ho chiesto un po' più di rispetto, ma solo nei toni, per l'argomento.
Però spero convenga con me che il mettere in mezzo tanti giovani morti per non affrontare responsabiltà e eventuali scheletri nell'armadio (ma il Sig. insospeso fa capire che non c'erano) sarebbe proprio tipico di una mentalità deteriore anche se, ahinoi, diffusa.
Saluti cordiali |
KrazyKotik

Mar 16th, 2007 - 10:12 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Gentile sig. pilotadelladomenica
Il mio rilievo non era rivolto a Lei come "persona personalmente", ma era un modo di evidenziare un (mal)costume italico: la dietrologia, specie se alimentata da chiacchiere. Sono sicuro che Lei si sarà accorto di quanto sia facile parlare sul web, e come sia banale scrivere panzane non verificabili sfruttando l'incredibile e bellissima libertà che offre questo mezzo che ci ha fatti "conoscere". Il mio problema è dato dagli sproloqui che sono stati degnati della Sua attenzione per una Sua onesta voglia di sapere... so che sarà impossibile impedire che gli sproloqui circolino, ma mi permetta di innervosirmi quando li sento citati da persone che, come i Suoi post mi fanno capire, sembrano invece lontanissime da quel certo modo di fare...
Mi scuso peraltro con Lei, se ho dato mostra di "avercela" per quanto ha scritto.
Un saluto a tutti
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pilotadelladomenica
Mar 16th, 2007 - 11:06 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Stiamo spostandoci dall'oggetto del thread verso un diverso discorso, quanto è corretto rilanciare cose pubblicate da qualche parte sul web.
Come scritto da me anche in questo thread è un problema che mi pongo spesso anch'io.
Argomento intelligente e riconosco che il problema posto da KK è reale. Ma è antico come la libertà di stampa, a mio parere.
Anche 30 anni fa se qualcuno si metteva all'angolo di una strada trafficata a distribuire ciclostile che dicevano, chessò, che l'allora presidente della repubblica era sul libro paga del KGB ovviamente ne avrei parlato con i colleghi e amici, in questo modo inevitabilmente diffondendo la voce anche se magari del tutto calunniosa.
Ora con internet si può facilmente contattare molta più gente ma il principio del passaparola non è cambiato. E non ci vedo nulla di tipicamente italiano in questo. Anzi mi sembra che i maestri delle Teorie del Complotto sono gli americani.
Diverso è scrivere, e un sito internet non è diverso da un giornale, che tizio, con nome, cognome e pure ex grado, ha visto questo e quello. Se la cosa ha rilevanza penale e non fosse vera mi meraviglierei che nessuno reagisca con un querela.
E se fosse vera mi meraviglierei ugualmente vista l'obbligatorietà dell'azione penale.
Immagino che se io avessi rilanciato anzichè un link ad un sito qualcosa letto su un quotidiano anche se di parte, tipo Liberazione o il Manifesto o La Padania, non avrebbe reagito come ha reagito.
Ma per quanto ne so le leggi del codice penale non considerano in modo diverso la stampa e i siti internet.
Per questo non sono d'accordo con lei questa volta, sig. KK.
Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano gli altri però, potrei benissimo essere in torto io. |
marob

Mar 16th, 2007 - 11:32 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Per rimanere all'interno del seminato e dello specifico caso, nessuno di noi ha avuto accesso, ne ai referti medici, ne a quelli relativi al ripristino della qualifica operativa, quindi, in pratica abbiamo solo la versione di parte del quadro complessivo.
Purtroppo questo capita anche con la carta stampata e con la televisione, però, obiettivamente devo ammettere, che almeno per me, la tendenza ad accettare come "affidabili" le informazioni che si colgono in rete è maggiore. Forse per la sua maggiore "empaticità", dato che tutti possiamo esserne parte attiva, forse perchè essendo un "nuovo" mezzo di comunicazione, non abbiamo ancora sviluppato una efficiente dotazione di anticorpi,non so, comunque, al di là di questo, resta la senzazione di aver letto una storia triste e squallida, se vera e ancor di più se non.
Saluti
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KrazyKotik

Mar 16th, 2007 - 11:49 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Grazie della risposta e delle parole, sig. pilotadella domenica.
So che non si può sempre essere d'accordo, ma Lei è persona civile, con cui è un piacere chiacchierare anche se a distanza. Io continuo a rimanere della mia opinione: sa - forse sbaglio - ma credo che la Sua fonte avesse notizie di "prima mano" anche sul caso Ustica, su quello del povero Emanuele Scieri... Forse sto sbagliando, magari stavolta ha ragione lui, non lo so, in questo caso, io sarei semplicemente fissato e trascinato in errore da un fumus persecutionis immotivato nei confronti della Sua fonte.
Saluti
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mario ciancarella

Apr 11th, 2007 - 12:47 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Egregi interlocutori,
Sono Mario Ciancarella, estensore di quel capitolo sulla Strage del Monte Serra, sul quale state dibattendo con un fervore forse degno di miglior causa. Non vorrei tediarVi, cosi’ come non vorrei perdere del tempo, impegnato come sono a costruire nuovi percorsi di indagine per Ustica (dovendo anche contrastare le arroganti e spesso false dichiarazioni di generali e politici dopo gli esiti prevedibili del Processo farsa sulla strage) e per le altre vicende in cui sono scomodo interlocutore: Monte Serra, Scieri, Marcucci. Ma perche’ non ci siano vuoti di attenzione alle reazioni alle mie azioni o memorie, e’ necessario inviarVi almeno qualche considerazione.
Io non ho mai avuto bisogno di nascondermi dietro acronimi, o piacevoli pseudonimi (pilotadelladomenica), e questo dico non per spocchiosa pretesa di superiorita’ ma solo per rivendicare un concetto di piena e consapevole responsabilita’ che ho sempre imposto a me stesso di mantenere di fronte alle Istituzioni e dunque al Popolo Italiano.
Qualcuno di voi si e’ posto, in realta’, la domanda fondamentale: “Ma perche’ di fronte a simili aggressioni di Ciancarella (un “ufficiale radiato”) nessuno reagisce con querele? Bene ma la maturita’ delle persone impone che esse sappiano non solo porsi degli interrogativi, ma anche darsi delle risposte. Su quell’Ufficiale radiato potreste avere anche qualche sorpresa, prossimamente, se finalmente decollasse la impugnazione di un provvedimento che ho sempre dichiarato essere illegittimo e fondato sulla smaccata falsificazione addirittura della firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Ma non e’ questo il punto.
Perche’ dunque non ci sono reazioni giudiziarie (querele e quant’altro)? E’ molto semplice signori miei: perche’ una qualsiasi querela - almeno fin quando il nostro Paese non potra’ vedere rinnovati i Tribunali Speciali per la Sicurezza dello Stato, di mussoliniana memoria – necessita di un dibattimento, che oggi si realizza con la costituzione della prova durante il suo svolgimento (rito accusatorio) e non piu’ sulla base di una precostituita accusa del giudice inquirente, sottratta ad ogni variazione in corso del processo (rito inquisitorio precedente). E cio’ comporta per l’imputato il diritto e la possibilita’ di portare ogni elemento di cui sia in possesso per sostenere la propria posizione, e giustificare i propri comportamenti, avendo al tempo stesso il diritto a che il Tribunale prenda atto ed esamini ciascuna di quelle circostanze e di quei documenti.
Se aveste assistito o aveste potuto aver conto dalla stampa dalla ben miserevole fine della querela contro di me intentata dal Gen. Cementano, per la vicenda Scieri, dalla quale sono uscito assolto con formula ampia, in virtu’ anche della ben meschina figura che egli realizzo’ di fronte alTribunale grazie alla documentazione che ho prodotto sulla sua pavidita’ a confrontarsi sui comportamenti anomali di uomini della folgore (Vicenda Ercole e torture in Somalia), forse capireste meglio quanto possa essere pericoloso confrontarsi con un antagonista determinato come me e per nulla intimorito dalle possibili conseguenze dei propri comportamenti.
Ebbene signori miei questo confronto giudiziario che ho sempre cercato e sperato di avere sarebbe la fine per un sistema di potere che ha sempre salvaguardato gelosamente le proprie prerogative di arbitrio, insidacabilita’ ed impunita’ per tutte le azioni piu’ spregevoli che abbia inteso realizzare e far realizzare dai suoi “bravi” di manzoniana memoria.
Alcuni di voi non hanno sopportato la stucchevole retorica ed ampollosita’ dei miei scritti. Vi do’ atto di questo limite del mio modo di scrivere (ma non sono nato scrittore), volendo ricordare tuttavia la espressione con cui un Giudice Militare, animato da sensibilita’ costituzionale, intese prosciogliermi dalla prima accusa ed imputazione militare che mi venne contestata (1976). Avevo in pratica definito “Mafia” un sistema organizzato di corruttela politica-militare-industriale che si era andata consolidando. Egli scrisse che indubbiamente le mie espressioni erano molto dure, ma che dall’ascolto della registrazione totale del mio intervento si ricavava una impressione affatto diversa dal convincimento (che nasceva dalla formulazione della “informativa di reato stilata dai miei superiori”) che orientava alla imputazione, contro di me, con l’accusa di aver violato i limiti imposti dalla Legge alla libera espressione del pensiero. E, preso atto che la esperienza quotidiana della cronaca non solo giudiziaria portava a verificare come nel sistema potessero verificarsi (e spesso si verificassero) vicende di corruzione e devianza democratica quali da me denunciati pubblicamente (avevo 25 anni a quel tempo), il Magistrato cosi’ concludeva: “Definire tutto cio’ Mafia o grosso marciume significa esprimere un giudizio di disvalore con espressioni rozze e grossolane (ma non a tutti e’ dato essere fini dicitori) che non potrebbe essere diverso anche se espresso con modi piu’ aulici e corretti”.
Vedete e’ vero a volte “est modus in rebus”, ma se ogni volta che siamo di fronte ad un problema, ci attacchiamo alla forma per evitare di confrontarci con la sostanza, noi rischiamo di comportarci come i piu’ pavidi servitori di un potere ignobile.
Signori miei, il rispetto per le vittime ci deve rendere si’ piu’ pacati, ma solo verso di loro ed i loro parenti superstiti, non certo verso i loro aguzzini e boia. Quando la pacatezza in nome delle vittime diviene complicita’ alla chiusura emetica di indagini contro i loro aguzzini ebbene noi siamo divenuti belve similari ad Eichmann per come lo descriveva Hanna Arendt nel suo “La banalita’ del male”.
Se aveste una maggiore attenzione a quanto ho scritto, potreste verificare che quel volo era previsto su un C-119, dall’Ordine di Operazioni, stabilito per il 3 Marzo 1977. Tanto che tale risultava la iscrizione dei cadetti per la Assicurazione e per questo fu necessario un durissimo lavoro “politico-militare” per consentire che la Assicurazione pagasse i premi per un incidente occorso su un velivolo diverso da quello previsto per il volo. Questo non suscita qualche vostra curiosita’?
Il sig. Murri non vendeva profumi (come ha scritto qualcuno di Voi), ma armi purtroppo, con la copertura di commercio di preziosi, e verso di lui (non sono io a dirlo ma il suo Comandante diretto: T.Col. Andretta, nella sua deposizione alla Commissione di Inchiesta) esisteva una “politica della Forza Armata”, di consentirgli cioe’ lunghe assenze dal reparto in ragione delle condizioni di salute gravissime della moglie. Non vi sorprende che quelle condizioni gravissime non esistessero affatto? Non vi sorprende che Comandi Militari i quali dispongono dei Carabinieri per qualsiasi accertamento sui propri uomini, avessero dato credito a quelle gravissime condizioni sulla base della sola parola del Murri, senza lo straccio di una documentazione medica e senza alcuna verifica attraverso gli strumenti istituzionali di accertamento? E non vi sorprende che la complice di un tale sistema fedifrago venisse immediatamente assunta nei ruoli dei “civili della difesa” dopo la morte del proprio marito?
Ma non voglio insistere. Capite benissimo da soli che io sono e sono stato sempre pronto a qualsiasi verifica giudiziaria dei miei comportamenti, ma che queste ed altre circostanze diverrebbero molto scomode se dibattute in un Tribunale per i responsabili dei crimini (tali si defiscono comunque le azioni contrarie alla Legalita’ democratica), come lo sono state durante la udienza Civile del 1994 sul Monte Serra – tenutasi a Roma, e che costrinse la Aeronautica a mentire spudoratamente, per poi essere smentita da un verbale di un Mllo dei Carabinieri, sulla mia affermata (dalla Amministrazione) estraneita’ al servizio di Capitano di ispezione, che avevo dichiarato e confermo di stare svolgendo, nella data della strage -.
Non c’e’ alcuna discordanza delle vicende di cui sono stato in qualche misura protagonista diretto o coinvolto, che io non sia pronto a dibattere; ma certo se qualcuno di Voi fa (come ha fatto) delle affermazioni politicamente strumentali come sulla realta’ del Movimento Democratico dei Mlitari, di cui sono stato esponente di un certo rileivo essendo fiero di esserlo stato, beh vuol dire davvero che alcuni parlano solo per sentito dire e per assoluta ignoranza dei fatti e delle circostanze.
La Legge sui Principi della Disciplina Militare, di riforma democratica dell’ordinamento militare (L382 dell’8-7-1978) e’ infatti una pietra miliare della storia del nostro Paese, che facendo della Disciplina e dell’Obbedienza due cardini per cui il mondo militare divenisse omologo alla natura ed allo spirito democratico della Costituzione, sconfessava gli antichi criteri di una passivita’ “cieca, pronta ed assoluta” del subordinato di fronte agli ordini dei superiori, ma ne pretendeva la adesione “consapevole e leale” mentre riconosceva il diritto di sindacato sulla legittimita’ degli ordini ricevuto e “Sl’obbligo della disobbedienza in caso di ordini illegittimi o finalizzati a compiere reati”.
Si’ erano anni di tentazioni eversive, nel nostro Paese, ma esse venivano dagli ambienti militari perversi e desiderosi di stabilire regimi di stampo latinoamericano o gerco nel nostro Paese, e fu solo quella nuova cultura democratica di cui eravamo portatori cio’ che ci permise di rendere impraticabili simili progetti. Riuscimmo ad evitare anche attentati contro il Presidente della Repubblica, non potemmo contrastare i progetti stragisti. Ma sapevamo di avere il compito di contrastarne l’impunita’.
Nel 1992, quando ormai i vertici del Movimento erano stati decapitati, la cultura democratica che avevamo seminato consentiva al Co.Ce.R. Aeronautica di esprimere, sulle incriminazioni per Ustica, un comunicato affatto diverso da quello dei Comandi di Stato Maggiore. Mentre questi esprimevano semplicemente ed acriticamente piena solidarieta’ ai propri uomini coinvolti nelle indagini, il Co.Ce.R. dichiarava “piena solidarieta’ ai familiari delle vittime della strage” e auspicava “il rapido accertamento delle responsabilita’ politicomilitari della strage” ricordando al tempo stesso “il quotidiano impegno degli uomini dell’Arma al servizio e per la Sicurezza delle Istituzioni Democratiche”.
Conoscere la storia a volte potrebbe essere un buon modo per evitare di fare figuracce o di esprimere giudizi frettolosi fondati sulla crassa ignoranza.
Allora concludo invitandoVi a non essere come il Giudice di Pinocchio che, durante l’ascolto delle vicende narrate dal burattino, arriva persino a commuoversi, per poi concludere, chiamando le guardie, con la affermazione: “Guardie, questo burattino e’ stato truffato, sia messo in galera”.
Con i migliori auguri di saper sviluppare comportamenti civili e sociali piu’ consapevoli e capaci di responsabilita’ personale piu’ che di personale acidita’ critica verso le scomode realta’ che altri possano aver proposto e che liberamente avete voluto conoscere, Vi saluto pregandovi di non continuare a scomodare le vittime ed i loro parenti per sostenere ciascuno le tesi che riterra’ piu’ opportuno sviluppare e rappresentare.
In fede
Ciancarella Mario.
Per chi volesse contattarmi direttamente m.ciancarella@virgilio.it - 3389143664
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mario ciancarella

Apr 13th, 2007 - 9:50 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Egregi Signori,
Rileggendo il vostro scambio di opinioni sulla vicenda
Monte Serra, ritengo necessaria qualche ulteriore precisazione, a
seguito di alcune affermazioni quanto meno poco informate che leggo sui
vari interventi.
Qualcuno ha scritto che un G222 sarebbe caduto in
circostanze del tutto analoghe di scarsa visibilita' rispetto a quelle
esistenti nella circostanza tragica del Monte Serra, e che anche nel
caso del G222 si trattava di un volo "su una rotta usuale
nell'attivita' addestrativa. Piu' o meno una situazione simile alla
precedente, forse anche un errore umano purtroppo sempre presente."
E'
un grave errore, perche' la sostanza della tragedia non cambia quali
che fossero le condizioni di volo, ma mi sembra sciocco e puerile
affermare che trattavasi di "una rotta usuale nell'attivita'
addestrativa", quando quel G222 cadde invece in una attivita' operativa
antiincendio, operando in una zona affatto sconosciuta.
Di simile non
c'era proprio nulla, poiche' mentre nell'attacare un incendio si e'
certamente costretti a volare fuori da qualsiasi ordinario limite di
volo a vista, entrando nelle brume determinate dalle fiamme e dal fumo,
scendendo a quote di assoluto rischio (30 metri = 100 piedi) sul
livello delle fiamme, nel caso di un volo addestrativo e per di piu'
con passeggeri a bordo e' vincolante mantenersi sopra i militi standard
del VFR (Visual Flight Rules= Regole di volo a vista pari a 500 metri
sopra il piu' alto ostacolo a cavallo di cinque miglia della rotta, e
assolutamente fuori da accumuli nuvolosi o comunque nebbiosi.
Dunque
cercare forzosamente un parallelo tra due incidenti aerei con
affermazioni surrettizie quanto infondate mi sembra operazione del
tutto inaccettabile.
L'errore umano. Ebbene e' certo che la cultura
aeronautica, anche quando la causa finale sia squisitamente tecnica,
insegna a far risalire ad un errore umano nella catena dell'incidente
la causa reale dell'accadimento. Perche' in qualsiasi vicenda pur
tecnica e' la catena di condizioni che non si e' stati in grado di
interrompere (le revisioni meccaniche e tecniche, le prove di officina,
i controlli prevolo, le reazioni dell'equipaggio alla prima insorgenza
dell'avaria, le condizioni psicofisiche di ciascun membro
dell'equipaggio) la causa scatenante dell'incidente.
Qualcuno di lor
signori non vede "il nesso" fra alcune situazioni da me riferite - che
fra l'altro deve aver letto molto approssimativamente - e l'incidente.
Ma vedete, signori, nella esasperata valutazione di quella catena che
porta all'incidente, la migliore cultura aeronautica (quella
consapevole dei propri doveri e responsabile dei propri comportamenti)
esige che vi siano controlli personali sui propri uomini le loro
abitudini, le loro condizioni familiari ed economiche sui loro
comportamenti ed abitudini di vita, che possono apparire - e
sicuramente sono eccessivi - rispetto a quel rispetto della privacy che
oggi tutti invocano e di cui i cittadini ordinari hanno pienamente
diritto. I professionisti dell'aria NO, e ciascuno di essi lo sa e ne
condivide le motivazioni. Infatti la consapevolezza della propria
professionalita', degli uomini la cui sicurezza e' comunque affidata
alla correttezza del nostro agire - non solo professionale -, e la
salvaguardia dei costosi mezzi che la Nazione ha messo a nostra
disposizione, impongono la piena accettazione di vincoli e di controlli
che altrimenti apparirebbero ingiustificati ed illegittimi.
Davvero
pensate che chi viva con la tensione interna di situazioni familiari
poco chiare o conflittuali, di chi sappia di aver costruito delle
condizioni di truffa contro il Paese e contro la Amministrazione e tema
costantemente di poter essere svelato nella sua ignobilta', di chi
abbia ecceduto nel bere prima di una missione, siano cose accettabili e
compatibili con la attivita' volativa, e militare per di piu'? No, vi
posso assicurare.
Io ho avut la fortuna di essere stato addestrato da
un capo equipaggio inglese, il quale interruppe la missione in
Sardegna, rimandando al giorno dopo il decollo per il rientro, solo per
avermi sorpreso a pasteggiare con il vino durante il pranzo (ed io ero
semplicemente un navigatore in addestramento)! Certo, qualcuno, come il
Generale Tascio ha anche usato di questi poteri assegnati alle funzioni
di un Comandante, per sospendermi dalla attivita' volativa perche'
"stavo adottando un bambino e lui riteneva che le difficolta' insorte
in quella procedura mi rendessero inidoneo alla attivita' di volo".
(risulta negli atti di qualsiasi indagine voi voleste fare). Non era
vero, le condizioni di difficolta' semmai erano state create
artificiosamente da lui che avevo alterato il profilo di carriera che
mi era stato comunicato tentando di ottenere un mio trasferimento
perche' "ostacolavo la sua policy di comando", ma certo non potetti
fare null'altro se non dimostrare la insussistenza o la cessazione di
quelle difficolta' per essere reinserito nelle missioni operative.
E
questo con buona pace della faciloneria con cui qualcuno di voi ritiene
di poter concludere con quell'arrogante "Embe'", che umilia le vittime
del Monte Serra ancor piu' crudelmente della sorte infame che e' stata
loro costruita dalla sclleratezza di un ufficiale e dalla collusione
dei superiori. La Commissione di inchiesta infatti non ha alterato
nulla delle condizioni, ha solo concluso per la responsabilita' del
fattore umano, rinunciando ad investigare le responsabilita' collegate
della catena dell'incidente, e fingendo di non dover indagare sulla
reale abilitazione del Murri ad andare in volo con 40 passeggeri a
bordo.
Beh, per ora mi sembra che anche con queste precisazioni possa
bastare. Quindi ciascuno puo' farsi liberamente opinioni su di me e
sulle mie vicende personali e professionali, puo' ironizzare sul mio
ruolo in Ustica e nella vicenda Scieri, sappiate pero' che la
faciloneria e la approssimazione su queste vicende ed in particolare
sulla strage del Monte Serra, mi fanno rinascere dentro la stessa
furiosa indignazione che si sviluppo in me quando presi coscienza del
misfatto e della volonta' di non indagarlo per i fini di Verita' e di
Giustizia che erano dovuti.
Saluti.
Ciancarella Mario
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insospeso
Apr 13th, 2007 - 10:36 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sig. Ciancarella,
prima di definire la mia affermazione come "sciocca e puerile" forse era meglio che verificasse gli incidenti del G-222.
Lei fa evidentemente riferimento all'incidente del "Lupo 84" del 10 luglio 1982 in missione antincendio nel Chianti (Torsoli) mentre la mia citazione si riferiva all'incidente del "Lyra 35" del 7 gennaio 1992 schiantatosi sulle pendici del Monte Javello (Prato), prime propaggini dell'Appennino Tosco Emiliano.
Ricordo bene quel giorno poichè appena diffusa la notizia del velivolo disperso e delle ricerche in atto, insieme ad altri Ufficiali in congedo della mia sezione ci mettemmo a disposizione, lasciando le nostre normali attività lavorative, del locale Comando Carabinieri per aiutare nelle ricerche visto che conoscevamo benissimo quella zona, come le nostre tasche, ogni sentiero ci era noto.
L'aereo, causa la nebbia fittissima improvvisamente sorta (in piano era assolutamente sereno), si schianto pochi metri sotto il crinale ed a poche decine di metri da una strada bianca.
Eppure occorsero molte ore per trovarlo e ciò solo grazie ad un improvviso diradarsi della nebbia che permise ad un elicottero di vedere il punto d'impatto. |
insospeso
Apr 13th, 2007 - 10:43 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Dimenticavo.
Avevo accennato all'errore umano poichè visto il punto d'impatto (ed appunto conoscendo la zona) era evidente un qualche "errore".
Superato il crinale di monte Javello in quel punto, dall'altra parte non c'era una vallata ove proseguire il volo tattico ma altri crinali e vallate laterali non atte al volo di un velivolo, oltretutto della mole del G-222.
Pochi chilometri più ad est invece il velivolo avrebbe trovato la valle del Bisenzio, orientamento nord/sud, sulla quale avrebbe potuto continuare il volo senza problemi di sorta.
La mia congettura era dettata solo ed esclusivamente dall'analisi del terreno. |
pilotadelladomenica

Apr 14th, 2007 - 12:48 AM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sig. Ciancarella, visto che lei può palesare la sua identità pure in un luogo così pubblico come questo sito, può dire quali siano state le motivazioni e circostanze della sua radiazione e qual'è stata la sua attività successiva?
Tornando comunque al tragico incidente c'è una cosa che mi sfugge. Questo ufficiale non più current, per i motivi che lei rivela, era se ben capisco solo il copilota o CM2 che dir si voglia? Se così fosse è difficile per me, che però non ho conoscenza della gestioni multicrew in ambito militare, credere che la mancanza di addestramento fosse sufficiente a provocare un incidente di questo tipo. A meno che il comandante si fosse estraniato completamente dalla gestione del volo affidandosi ad un copilota pure poco conosciuto. Cosa sinceramente per me inverosimile.
Quello della sua storia che però mi ha angosciato è la possibilità, che lei più che ventilare afferma a piena voce, che subito dopo un tale, così tragico, incidente lo sforzo generale fosse far sparire le tracce di propri errori o omissioni.
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roby
Apr 14th, 2007 - 7:56 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sulla base della mia piccola esperienza, credo che se andassimo in un qualsiasi momento ad effettuare un'ispezione di atti di una pubblica amministrazione (nel caso specifico di un qualsiasi ufficio militare) ci troveremmo di fronte ad una serie di innumerevoli errori/omissioni.
Dal registro mal compilato al militare che monta di guardia senza i previsti addestramenti.
Dall'estintore non revisionato al veicolo che ha sforato la percorrenza kilometrica per la revisione.
Dal radar che dovrebbe funzionare ma che invece non funziona, alle suppellettili che mancano nell'ufficio.
Dalla persona che lavora senza NOS, dove invece servirebbe a quella che ha un incarico non previsto dalle tabelle.
E si potrebbe continuare all'infinito.
Il punto è che, finchè non succede nulla, tutto scorre normalmente e nessuno si accorge di niente.
Appena capita ciò che non deve capitare si scoprono gli scheletri che, ripeto, magari non sono causa di una malafede, ma solo di un malcostume.
Pensiamo al giorno in cui un terrorista dovesse decidere di farsi saltare in aria in una qualsiasi installazione militare.
Gli basterà indossare una divisa, mostrare da lontano una qualsiasi tessera magnetica (un bancomat, o una carta di credito o, perchè no, una tessera di un supermercato) ed avrà accesso.
Si fa saltare in aria e magari qualcuno farà dietrologia su appoggi interni, tradimenti...
e invece siamo solo di fronte alla mancata applicazione delle regole! |
A. Bella
Apr 14th, 2007 - 9:53 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Per il sig. roby che dice:
"...Pensiamo al giorno in cui un terrorista dovesse decidere di farsi saltare in aria in una qualsiasi installazione militare..."
Qualcosa del genere è già accaduto al tempo degli "anni di piombo".
Il 9 febbraio 1982, a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), le Br irrompono nella sede del 1° deposito misto territoriale, nella caserma ‘Pica’, disarmando 19 militari ed asportando 2 mortai, 2 bazooka, 4 mitragliatrici pesanti e 37 armi leggere.
Saluti |
Claudio

Apr 14th, 2007 - 10:18 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Sulla vicenda del Monte Serra non mi esprimo perchè non ho elementi per farlo, mi permetto - in generale -di condividere quanto affermato dal sig. roby; vale a dire: "In Italia fino a quando non succede la tragedia non frega niente a nessuno di quelle che vengono considerate <>, poi quando il tragico evento si verifica, si corre ai ripari cercando di mettere toppe ovunque, ma non per nascondere la verità (vgs. Ustica), <> per nascondere i piccoli errori/omissioni/superficialità che ciascuno nella scala gerarchica ha commesso, spaziando dal registro non firmato, al fatto che chi doveva essere d'ispezione aveva fatto un salto a caso, al radar che doveva vedere, ma in quanto rotto da mesi non ha visto un tubo, al pezzo di ricambio che doveva arrivare, ma nel frattempo s'impiegava ugualmente il mezzo, al militare di guardia che sono anni che non spara eppure ... ecc"
Questa è l'Italia, triste ammetterlo, ma credo che sia il ritratta più calzante, dove "superficialità e menefreghismo" la fanno da padroni e dove - fortunatamente - vi sono anche gli eccessi opposti di "perfezione e meticolosità", ma non sono la regola.
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Nico
Apr 15th, 2007 - 5:31 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Signor Ciancarella,
un ipotesi come un'altra: l'Assicurazione che già aveva avuto a ridire sul cambio del tipo di aereo, avrebbe pagato in caso di irregolarità, anche lieve, nella composizione dell'equipaggio?
Un volo a vista, diurno, di ambientamento è normalmente da considerare di semplice routine. Può essere utile per una ripresa, purchè non si simulino emergenze. Le regole di FA lo vietano? OK, se qualcuno ha autorizzato quel volo, lo considero un errare veniale, ma in un giudizio?
Io penso che, a volte, l'esperienza (dei superiori) faccia guardare più lontano e nel caso specifico si sia voluto salvaguardare, a dramma accaduto, almeno la possibilità di indennizzi.
mi posso sbagliare ...
Nico |
mario ciancarella

Apr 16th, 2007 - 6:12 PM
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Re: Monte Serra 1977 - una terribile calunnia?
Egregi Signori,
Confermo e riconosco di aver equivocato sullo
specifico incidente del G222, cui riferiva l'interlocutore. Ma l'errore
non muta la diversa lettura delle due situazioni operative e della
valutazione di incidenza, nei due diversi incidenti, del fattore umano.
Mi sembra tuttavia che in questa discussione non si voglia
assolutamente centrare il nucleo vero del tema: e cioe' come vada
considerata l'incidenza del fattore umano all'interno di una qualsiasi
analisi incidentale.
E torno a ripetere che in qualsiasi tipologia
incidentale la cultura aeronautica cerca di individuare anzitutto la
catena determinante il sinistro, all'interno della quale, e come causa
ultima, l'incidenza del fattore umano sara' sempre prevalente (a meno
di abbattimento in un duello con l'avversario, nel qual caso comunque
sara' rilevante comprendere per il futuro addestrativo, quali manovre
possano essersi rivelate quelle che hanno messo l'avversario in
condizione di colpirti).
Ma se la ricerca del "fattore umano" diventa
funzionale alla dichiarazione di irresponsabilita' ed impunita' di
tutti i livelli operativi che hanno concorso a quella catena (e non
piuttosto per trarne spunti di ulteriore analisi tecnicooperativa), e
se per affermare quella impunita' si misconoscono od alterano alcune
delle circostanze in cui si e' determinato l'incidente, allora tutto
puo' succedere in una Forza Armata il cui obiettivo dovrebbe essere
quello di servire il Paese e non quello di "divertirsi", presumendo e
pretendendo impunita' per ogni deroga illecita dai normali
comportamenti.
E lascio dunque ai miei interlocutori valutare se "i
superiori siano sempre e comunque in grado di guardare piu' lontano",
ovvero se non sia doveroso in ogni circostanza, e costi quello che
costi, affermare il diritto dovere di sindacato sui loro eventuali
comportamenti illeciti.
Si lega qui la risposta che devo a chi mi
chiede di riferire le circostanze della mia "presunta" radiazione.
Fui
arrestato il 29 Settembre 1980 per una imputazione di insubordinazione
che avrei consumato il precedente 12 Settembre 1980. Dunque non in
flagranza come avrebbe previsto la Legge. Ma la carcerazione era
funzionale alla automatica determinazione di sospensione cautelare
dall'impiego, che mi avrebbe inibito non solo dall'impiego in servizio
ma anche dalle mie funzioni di Presidente della prima rappresentanza
elettiva. In realta' io credo che la vicenda si dovesse ricollegare
alle indagini, pur appena iniziate assieme al T.Col. Marcucci, sulla
vicenda di Ustica. I dati dicono comunque che l'imputazione era di
insubordinazione.
All'intervenuta scarcerazione condizionale, "in
attesa di giudizio", avrebbe dovuto intervenire - come ripetute
sentenze del Consiglio di Stato avevano gia' ribadito - un nuovo
provvedimento di sospensione cautelare, questa volta motivato (e dunque
impugnabile) della Amministrazione nelle funzioni del Sig. Ministro per
la Difesa. Ma la sospensione cautelare permase nell'unico provvedimento
collegato automaticamente al provvedimento di arresto, fino alla
conclusione disciplinare della vicenda ed alla mia "presunta"
radiazione. Ciio' ha comportato per oltre tre anni la riduzione degli
assegni al 50%, e la iniziale deprivazione totale di ogni voce di
indennita' (per un totale di 350.000 lire mesili riscosse invece che il
1.350.000 che era l'ammontare dello stipendio ordinario).
Alla
imputazione di insubordinazione si collegavano altre imputazioni per
calunnia nei confronti dei superiori (in particolare il Gen Nardi, om.
te della II^ Regione Aerea e il Col. Scano, vice Comandante della 46^
AB), che si sarebbero consumate in occasione della specifica vicenda
del 12 Settembre.
Tra le imputazioni fu poi inserita la contestazione
penale per i contenuti di un esposto che avevo inviato (1979) ai miei
superiori su varie vicende di corruzione e alterazione documentale, per
il quale era stato disposto dal Comandante Generale dell'Arma, il CSM
Gen Mettimano, una Commissione di inchiesta presieduta dal Gen.
Cavatorta. Le conclusioni del Generale, per quanto in atti risultassero
accertate tutte le circostanze da me denunciate, avevano orientato il
Comando della II^ R.A. Gen Nardi a formulare informative di reato al
Tribunale Militare di Roma. I due processi furono riunificati a La
Spezia per il dibattimento del Febbraio 1982.
Consentitemi di dire che
"fui venduto dalla Politica": infatti il Parlamento Italiano, nelle sue
massime espressioni, intese assumere collegialmente e gratuitamente la
mia difesa (Tre difensori tecnici: on Martinazzoli per la DC, on
Fortuna per il PSI, avv. Tarsitano per la Direzione del PCI, e tre
garanti politici On Martini M.E. per la DC, on Valdo Spini per il PSI,
on Baracetti - capo gruppo in Commissione Difesa - per il PCI). E cio'
impose che rinunciassi su esplcita richiesta di tali legali e
parlamentari alla assistenza, anch'essa gratuita, che mi era stata
offerta da altri avvocati impegnati sul fronte della difesa dei diritti
violati o negati (in particolare dall'Avv. Canestrini di Trento).
Ci
furono due incontri preparatori in Parlamento, in cui l'on. D'Alessio
(responsabile degli Affari Istituzionali della Direzione del PCI)
invito' ed ammoni' l'on Spini a ricordare al suo Ministro (l'on Lagorio
del medesimo partito PSI) che sul piatto del processo "avrebbe potuto
anche essere gettata la vicenda del Monte Serra". Affermazione alla
quale mi ribellai, affermado che quella vicenda c'era gia' tutta dentro
essendo parte integrale dell'esposto che mi veniva contestato come
imputazione aggiuntiva.
Il giorno del processo (febbraio 1982) nessuno
dei difensori fu presente, tutti avendo richiesto il rinvio (in realta'
meno che l'on Fortuna il quale, fidando negli altri "valorosi
difensori" si asteneva dal chiedere il rinvio) per impegni politico
processuali precedenti (on Martinazzoli doveva presiedere una
importante seduta della Dc dopo il congresso di partito, on Fortuna era
impegnato nella Presidenza della seduta della Camera, l'avvocato
Tarsitano era impegnato nella prima udienza del processo Moro).
Il
Presidente Dott. Ciancaglini dichiaro' tuttavia che avrebbe comunque
celebrato il processo e nominava due legali d'Ufficio del foro di La
Spezia (avv. Manzella referente per la DC e l'avv. Pelagotti, referente
per il PCI), concedendo loro, se avessero richiesto i previsti termini
a difesa (tempo necessario per studiare la pratica processuale), solo
un'ora di tempo. I legali rinunciarono a tale esiguo tempo, ma in
precedenza mi avevano ingannato chiedendomi di estendere anche a loro
la mia formale "fiducia", con il che veniva ad essere sanata la
nullita' del procedimento che, nel caso di difesa di ufficio, avrebbe
dovuto concedere termini a difesa molto piu' ampi, con il rinvio
dell'udienza.
Fui assolto "per intervenuta amnistia" relativamente
all'esposto, nonostante la mia esplicita rinuncia al beneficio al fine
che si entrasse nel merito delle contestazioni, e per "insufficienza di
prove" dalle altre accuse.
I legali politici trovarono ciascuno
motivazioni le piu' varie per non formulare le motivazioni dell'appello
che avevo preannunciato in chiusura di udienza. Lo fecero sulla base
della convinzione che la Amministrazione non si sarebbe appellata e che
dunque il processo potesse considerarsi concluso positivamente con il
mio conseguente rientro in servizio.
Ma alle 17.00 dell'ultimo giorno
possibile per il deposito delle motivazioni di appello l'avv. Manzella
ci informava che la Amministrazione aveva presentato le proprie
motivazioni, per cui la sentenza, in appello, avrebbe solo potuto
essere confermato o riformata in pejus in danno dell'imputato.
Fu a
quel punto che rinunciai formalmente alla difesa politica e mi
predisposi ad affrontare l'appello con un avvocato di ufficio nominato
dalla Corte.
Il Presidente Ciancaglini, incontrato a Verona durante il
processo ad un altro collega del Movimento Democratico, si dichiaro'
meravigliato che io fossi in attesa del processo di appello e non fossi
ancora stato riassunto in srvizio, ed alla mia narrazione dei fatti, si
lascio' sfuggire davanti a molti testimoni civili "Perdio, ma non erano
questi gli accordi". Anche l'on Maria Eletta Martini, consultata da un
sacerdote, don Alessandro Bertolacci, sull'esito scandaloso della
vicenda, ammise che era intervenuto un precedente accordo tra politici
ed Amministrazione Militare: "Alla rinuncia dei difensori di instaurare
un processo politico, sarebbe corrisposta la mia assoluzione ed il
rientro in servizio", un accordo che la parlamentare confessava essere
stato tradito dalla Amministrazione e che non la mia rinuncia al
patrocinio avrebbe reso impossibile contestare in udienza d'appello
(pure e semplici scuse, a mio parere).
Furono trovate delle alchimie
giudiziarie che resero la mia assoluzione ancor piu' articolata a mio
favore, nonostante la assenza del deposito di motivazioni, ma la Corte
ritenne comunque inammissibile la mia rincuncia alla amnistia (che di
per se' non necessita di motivazioni) relativamente all'esposto.
Le
assoluzioni sui restanti capi di accusa intervennero dunque per
"dichiarazione di illegittimita' costituzionale" delle diverse pene
previste per il reato di insubordinazione, e per difetto di richiesta
relativamente alle imputazioni per calunnia.
Il Comando della II^ R.A.
instaurava tuttavia, conservando la iniziale sospensione cautelare
dall'impiego e dallo stipendio, un procedimento formale disciplinare di
cui vi risparmio le ignobili procedure seguite dall'Ufficiale
Inquirente che, in via personale, mi avrebbe confessato di aver
ricevuto non solo il mandato alla fase inquirente, ma anchde la
disposizione sulle conclusioni cui quella inchiesta avrebbe dovuto
orientarsi.
Nel Maggio 1983 viene fissata la audizione della
Commissione di Disciplina, presieduta dal Gen. Zauli, che avrebbe
espresso il suo orientamento di "indegnita' a rivestire ulteriormente
il grado e le funzioni di Ufficiale".
La Legge prevede che il
procedimento disciplinare, a pena di decadenza, non debba registrare
interruzione di continuita' tra gli atti, superiore a 90 gg, ma solo il
10 Ottobre di quell'anno venivo convocato presso il mio Comando alla
46^ AB - Gen. Tonini - dove mi veniva esibito un telegramma dello Stato
Maggiore con il quale venivo informato che "con Decreto Ministeriale in
via di perfezionamento, era stata (sarebbe stata) disposta la mia
radiazione".
Lamentavo che per Legge avrebbe dovuto essermi notificato
un decreto gia' perfezionato e del Presidente della Repubblica, e non
un semplice Decreto Ministeriale, previsto invece per il personale
Sottufficiale.
Ma per i miei superiori quel telegramma era sufficiente
a garantire loro il potere di ricondurmi alla vita civile e senza alcun
diritto a trattamenti pensionistici.
Un presunto decreto del
Presidente Pertini (che io ritengo madornalmente falso) mi sarebbe
stato inviato in copia solo dopo le polemiche insorte alla morte (io
sostengo per omicidio) dell'uomo e fraterno amcio che aveva condiviso
la mia ricerca di Ustica, pagando anch'egli il prezzo di una umiliante
carcerazione e di un indegno procedimento disciplinare. La sua sorte
era stata diversa (erogazione della massima sospensione disciplinare di
un anno) grazie all'incrollabile tenacia del suo difensore che non lo
abbandono' mai all'arbitrio dei superiori, per quanto forse il suo
orientamento politico-professionale (era stato difensore di Reder)
avrebbe potuto far sospettare il contrario.
Qualcuno mi chiede cosa
abbia fatto successivamente. Ho visuuto, signori, ho continuato a
combattere la battaglia della vita senza perdere speranza e
determinazione che Verita' e Giustizia alla fine ottengono la loro
affermazione, nonostante poteri forti possano ostacalarne la conquista.
Ho continuato a guardare e seguire le vicende del mondo militare con
l'animo ontologicamente uniformato a permanere quello di un Ufficiale
"per sempre" di questo Paese, fedele al giuramento costituzionale
prestato, non potendo percio' impedire di coinvolgermi in vicende come
le torture in Somalia, l'omicidio Scieri e quant'altro accada in un
mondo nel quale sono cresciuto educato da formidabili educatori di
civilta' e senso del dovere e che ho visto troppo spesso maciullato
nella sua dignita', nata dalla Resistenza e da questa Costituzione, a
causa di personaggi indegni di stima ed a cui la parola onore e' del
tutto aliena. Di certo non rinunciando all'idea ed alla intenzione che
un domani vicino o lontano che sia possa essere accertata e
riconosciuta la illegittimita' e la nullita' della azione espulsiva.
Spero di aver soddisfatto l'interesse o la curiosita' di chi poneva il
quesito. sempre pronto a rispondere consapevolmente di ogni minuto
frammento della mia storia personale.
Mario Ciancarella
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